Studio Legale Carozzi

cropped-logo.png

LO SMART WORKING: SÌ, PERÒ… 3

Paragrafo 2: Sicurezza e Salute sul Lavoro, D.Lvo 81/08

Bisogna ricordare che Il lavoro agile è innanzitutto, anche se non solo, una modalita’ di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, e come tale rientra nel campo di applicazione delle norme sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro, D.Lgs 81/08 e norme collegate.

Abbiamo già ricordato le disposizioni della Legge 81/2017 istitutiva del “Lavoro agile”, all’Art. 18   comma 2. “Il datore di lavoro e’ responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell’attivita’ lavorativa” e all’ Art. 22 comma 1 “Il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione in modalita’ di lavoro agile”, giusto per evidenziare passaggi inconfutabili. Per l’effetto, il DdL è tenuto ad effettuare:

  1. La “Valutazione dei rischi” di Sicurezza e Salute

Già, ma come si fa se l’ambiente di lavoro non è quello aziendale ma quello casalingo  (o equivalente) del lavoratore stesso, o è comunque da svolgersi all’esterno, ed è quindi conosciuto e valutato da lui?

Allo smart worker sono richiesti puntuali comportamenti di prevenzione, da esplicitare nella “Informativa” con cui si definisce il nuovo profilo di lavoro. Ferme restando le responsabilità del DdL come indicate nella Legge, sopra ricordate, si aggiungono quelle del lavoratore, ex art. 20 del D. Lgs. 81/2008.

L’INAIL ha pubblicato un corposo documento che evidenzia gli obblighi delle parti. Allo smart worker è chiesto di:

•           “Cooperare con diligenza all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione predisposte dal datore di lavoro (DL) per fronteggiare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione in ambienti indoor e outdoor diversi da quelli di lavoro abituali.

•           Non adottare condotte che possano generare rischi per la propria salute e sicurezza o per quella di terzi.

•           Individuare, secondo le esigenze connesse alla prestazione stessa o dalla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e adottando principi di ragionevolezza, i luoghi di lavoro per l’esecuzione della prestazione lavorativa in smart working rispettando le indicazioni previste dalla presente informativa.

•           In ogni caso, evitare luoghi, ambienti, situazioni e circostanze da cui possa derivare un pericolo per la propria salute e sicurezza o per quella dei terzi.

Il documento INAIL, suddiviso in capitoli, considera le diverse situazioni rilevanti per la SSL, evidenziando anche le rispettive responsabilità.

Evidenziamo i capitoli con gli argomenti trattati, rinviando al testo integrale del documento INAIL per i dettagli.

  • Il lavoro all’aperto, in itinere e pendolari

CAPITOLO 1: indicazioni relative allo svolgimento di attivita’ lavorativa in ambienti outdoor

Attività all’aperto: “il lavoratore è tenuto ad adottare un comportamento coscienzioso e prudente, escludendo luoghi che lo esporrebbero a rischi aggiuntivi rispetto a quelli specifici della propria attività svolta in luoghi chiusi”.

Ed è opportuno non lavorare con dispositivi elettronici come tablet e smartphone o similari all’aperto, soprattutto se si nota una diminuzione di visibilità dei caratteri sullo schermo rispetto all’uso in locali al chiuso dovuta alla maggiore luminosità ambientale.  All’aperto inoltre aumenta il rischio di riflessi sullo schermo o di abbagliamento. Pertanto le attività svolgibili all’aperto sono essenzialmente quelle di lettura di documenti cartacei o comunicazioni telefoniche o tramite servizi VOIP”.

Infortunio in itinere –nel caso di infortunio occorso durante lo svolgimento dell’attività lavorativa all’esterno dei locali aziendali, è tutelato se l’infortunio è causato da un rischio connesso con l’attività lavorativa;

–     nel caso di infortunio in itinere, il lavoratore trova tutela quando il fatto di affrontare suddetto percorso sia legato ad esigenze connesse con la prestazione lavorativa ovvero con quelle del lavoratore di conciliare vita privata e vita lavorativa e la scelta del luogo risponda a criteri di ragionevolezza.

INAIL quindi riconoscerà l’infortunio in itinere nella misura in cui è documentato il suo diretto collegamento con l’attività lavorativa svolta (vedi la Lettera di Incarico).

  • L’ambiente di lavoro indoor privato.

CAPITOLO 2: fornisce le principali indicazioni relative ai requisiti igienico-sanitari previsti per i locali privati in cui possono operare i lavoratori.

  1. Raccomandazioni generali per i locali, quali l’attenzione alla corretta abitabilità dei locali, (no ad es. a soffitte, seminterrati, rustici, box), servizi igienici, acqua potabile e presenza di impianti (elettrico, termoidraulico, ecc.) a norma.
  2. Illuminazione naturale ed artificiale, finestre con tendaggi, appropriato utilizzo delle tapparelle, ecc., illuminazione artificiale tale da garantire una luminosità sufficiente e un contrasto appropriato tra lo schermo e l’ambiente circostante evitando abbagliamenti diretti e/o riflessi.
  3. Aerazione naturale ed artificiale, con ricambio dell’aria naturale o con ventilazione meccanica. Gli eventuali impianti di condizionamento devono essere a norma e regolarmente manutenuti; regolare la temperatura ed  evitare l’inalazione attiva e passiva del fumo di tabacco.

d. Attrezzature/Dispositivi di Lavoro

CAPITOLO 3: con specifico riferimento a quelle consegnate ai lavoratori destinati a svolgere il lavoro agile: notebook, tablet e smartphone.

  1. Indicazioni generali, a partire dal leggere il manuale/istruzioni per l’uso prima dell’utilizzo dei dispositivi, e tenere a mente le informazioni riguardanti i principi di sicurezza; utilizzare apparecchi elettrici integri, senza parti conduttrici in tensione accessibili e interromperne immediatamente l’utilizzo in caso di emissione di scintille, fumo e/o odore di bruciato, provvedendo a spegnere l’apparecchio;
  2. Alimentazione, uso degli strumenti, effettuare la ricarica elettrica da prese di alimentazione integre e attraverso i dispositivi (cavi di collegamento, alimentatori) forniti in dotazione; disporre i cavi di alimentazione in modo da minimizzare il pericolo di inciampo; spegnere le attrezzature una volta terminati i lavori; collocare le attrezzature/dispositivi in modo da favorire la loro ventilazione e raffreddamento (non coperti e con le griglie di aerazione non ostruite) e di astenersi dall’uso nel caso di un loro anomalo riscaldamento; inserire le spine dei cavi di alimentazione delle attrezzature/dispositivi in prese compatibili; riporre le attrezzature in luogo sicuro, lontano da fonti di calore o di innesco, non effettuare operazioni di riparazione e manutenzione fai da te; in caso di rottura dello schermo, evitare di toccare le schegge di vetro e non tentare di rimuovere il vetro rotto dal dispositivo; le batterie/accumulatori non vanno gettati nel fuoco (potrebbero esplodere), né smontati, tagliati, compressi, piegati, forati, danneggiati, manomessi, immersi o esposti all’acqua o altri liquidi; in caso di fuoriuscita di liquido dalle batterie/accumulatori, va evitato il contatto del liquido con la pelle o gli occhi; segnalare tempestivamente al datore di lavoro eventuali malfunzionamenti, tenendo le attrezzature/dispositivi spenti e scollegati dall’impianto elettrico; fare periodicamente delle brevi pause per distogliere la vista dallo schermo e sgranchirsi le gambe;
  3. notebook, tablet e smartphone, per evitare l’affaticamento visivo:

▪ regolare la luminosità e il contrasto sullo schermo in modo ottimale;

▪ durante la lettura, distogliere spesso lo sguardo dallo schermo;

▪ utilizzare la funzione zoom per non affaticare gli occhi;

▪ non lavorare mai al buio.

  • Indicazioni per il lavoro con il notebook, sistemare il notebook su un idoneo supporto che consenta lo stabile posizionamento dell’attrezzatura e un comodo appoggio degli avambracci; sedile di lavoro stabile e deve permettere un comodo appoggio della zona lombare su una seduta non rigida; mantenere gli avambracci, i polsi e le mani allineati durante l’uso della tastiera, evitando di piegare o angolare i polsi; utilizzare un piano di lavoro stabile, e permettere una disposizione comoda del dispositivo (notebook), dei documenti e del materiale accessorio;
  • In caso di uso su mezzi di trasporto (treni/aerei/ navi) in qualità di passeggeri o in locali pubblici, lavorare solo ove le condizioni siano sufficientemente confortevoli ed ergonomiche; osservare le disposizioni impartite dal personale viaggiante (autisti, controllori, personale di volo, ecc.); non utilizzare il notebook su autobus/tram, metropolitane, taxi e in macchina anche se si è passeggeri.
  • Lavoro con tablet e smartphone, si raccomanda di:

– effettuare frequenti pause, e non scrivere lunghi testi;

– non utilizzare tali attrezzature mentre si cammina, salvo che per rispondere a chiamate vocali;

– evitare attività prolungate di lettura sullo smartphone;

– effettuare periodicamente esercizi di stretching.

  • utilizzo sicuro dello smartphone come telefono cellulare, utilizzare l’auricolare e  spegnere il dispositivo nelle aree in cui è vietato l’uso di telefoni cellulari/smartphone; evitare potenziali interferenze con apparecchiature mediche impiantate; Non usare l’auricolare se questo può mettere a rischio la propria e l’altrui sicurezza.
  • Nel caso in cui ci si trovi all’interno di un veicolo, non tenere mai in mano il telefono cellulare/smartphone durante la guida e usarlo esclusivamente con l’auricolare o in modalità viva voce; inviare e leggere i messaggi solo durante le fermate in area di sosta o di servizio o se si viaggia in qualità di passeggeri; non utilizzare il telefono cellulare/smartphone nelle aree di distribuzione di carburante; non collocare il dispositivo nell’area di espansione dell’airbag.

e. Impianti Elettrici

CAPITOLO 4: viene data evidenza alle principali misure di prevenzione, tra cui   

A. Requisiti:

– i componenti dell’impianto elettrico devono apparire privi di parti danneggiate;

– le sue parti conduttrici in tensione non devono essere accessibili;

– in locali privati, è necessario conoscere l’ubicazione del quadro elettrico e la funzione degli interruttori in esso contenuti per poter disconnettere la rete elettrica in caso di emergenza;

B. Indicazioni di corretto utilizzo:

– le zone antistanti i quadri elettrici, le prese e gli interruttori vanno tenute sgombre e accessibili, senza materiali infiammabili a ridosso dei componenti, e delle prese elettriche a parete;

C. Dispositivi di connessione elettrica temporanea, quali prolunghe, adattatori, prese a ricettività multipla, avvolgicavo, ecc., devono essere dotati di informazioni (targhetta) indicanti almeno la tensione nominale (ad es. 220-240 Volt), la corrente nominale (ad es. 10 Ampere) e la potenza massima ammissibile (ad es. 1500 Watt), e devono essere integri.

– il loro utilizzo deve essere ridotto al minimo indispensabile e preferibilmente solo quando non siano disponibili punti di alimentazione più vicini e idonei;

– le prese e le spine degli apparecchi elettrici, dei dispositivi di connessione elettrica temporanea e dell’impianto elettrico devono essere compatibili tra loro;

– disporre i cavi di alimentazione e/o le eventuali prolunghe con attenzione, in modo da minimizzare il pericolo di inciampo;

– verificare sempre che la potenza ammissibile sia maggiore della somma delle potenze assorbite dagli apparecchi elettrici collegati;

f. Rischio Incendi

 CAPITOLO 5: la prima misura di sicurezza, vincolante, consiste nell’identificare il luogo di lavoro (indirizzo esatto) e avere a disposizione i principali numeri telefonici dei soccorsi nazionali e locali (VVF, Polizia, ospedali, ecc.);

– rispettare il divieto di fumo laddove presente;

– non ostruire le vie di esodo e non bloccare la chiusura delle eventuali porte tagliafuoco.

Comportamento per principio di incendio:

– mantenere la calma e disattivare le utenze presenti staccandone anche le spine;

– avvertire i presenti all’interno dell’edificio o nelle zone circostanti outdoor, chiedere aiuto e, nel caso si valuti l’impossibilità di agire, chiamare i soccorsi telefonicamente, fornendo loro cognome, luogo dell’evento, situazione, affollamento, ecc.;

– se l’evento lo permette, in attesa o meno dell’arrivo di aiuto o dei soccorsi, provare a spegnere l’incendio attraverso i mezzi di estinzione presenti (acqua, coperte, estintori, ecc.);

– non utilizzare acqua per estinguere l’incendio su apparecchiature o parti di impianto elettrico o quantomeno prima di avere disattivato la tensione dal quadro elettrico;

– se non si riesce ad estinguere l’incendio, abbandonare il luogo dell’evento (chiudendo le porte dietro di sé ma non a chiave) e aspettare all’esterno l’arrivo dei soccorsi per fornire indicazioni;

– se non è possibile abbandonare l’edificio, chiudersi all’interno di un’altra stanza tamponando la porta con panni umidi, se disponibili, per ostacolare la diffusione dei fumi all’interno, aprire la finestra e segnalare la propria presenza.

Nel caso si svolga lavoro agile in luogo pubblico o come ospiti in altro luogo di lavoro privato è importante:

– accertarsi dell’esistenza di divieti e limitazioni di esercizio imposti dalle strutture e rispettarli;

– prendere visione, soprattutto nel piano dove si è collocati, delle piantine particolareggiate a parete, della dislocazione dei mezzi antincendio, dei pulsanti di allarme, delle vie di esodo;

– visualizzare i numeri di emergenza interni che sono in genere riportati sulle piantine a parete (addetti lotta antincendio/emergenze/coordinatore per l’emergenza, ecc.);

– leggere attentamente le indicazioni scritte e quelle grafiche riportate in planimetria;

– rispettare il divieto di fumo;

– evitare di creare ingombri alla circolazione lungo le vie di esodo;

– segnalare al responsabile del luogo o ai lavoratori designati quali addetti ogni evento pericoloso, per persone e cose, rilevato nell’ambiente occupato.

Conclusioni per la SSL

Quanto sopra è solo una sintesi delle misure minime di prevenzione e sicurezza, la lettura integrale del documento INAIL o le indicazioni fornite dall’RSPP danno ulteriori elementi da tenere in considerazione: di sicuro, come sempre evidenziato anche nei precedenti contributi, acquista fondamentale importanza

L’informativa

Consegnata al lavoratore all’atto della costituzione del rapporto in “Smart working” ed accompagna la “Lettera di incarico”.  Ovviamente non contiene solo le misure di prevenzione e protezione, ma anche gli altri elementi indicati nei precedenti contributi, ma di sicuro ai fini delle responsabilità aziendali e del DdL l’informativa costituisce l’atto conclusivo e riassuntivo della valutazione dei rischi connessi allo svolgimento del lavoro in regime di Smartworking. Deve essere prodotta con “cadenza almeno annuale”, quindi periodicamente aggiornata, e consegnata al lavoratore ed al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

La dicitura “almeno annuale” va intesa nel senso che il datore di lavoro è tenuto a consegnare l’informativa ogni volta in cui le modalità di svolgimento del lavoro agile dovessero subire modifiche tali da comportare un impatto in termini di rischio dal punto di vista della salute e sicurezza del lavoratore.

Ovviamente eventuali anomalie o violazioni che si verificassero nel periodo di vigenza del contratto di Smartworking devono essere riconosciute ed evidenziate, e, se riferibili a negligenze o violazioni commesse dal lavoratore, devono essere sanzionate ai sensi del sistema disciplinare vigente in Azienda.

  • Ricordiamo che al paragrafo SSL l’informativa deve tener conto ed evidenziare sia i Rischi generali che i rischi specifici con riferimento sia alle attività indoor che a quelle outdoor,  fermo restando il dovuto coordinamento con il Documento di Valutazione del Rischio aziendale.

Come visto, assume fondamentale importanza la cooperazione del lavoratore nell’attuazione delle misure di prevenzione e protezione. Appare chiaro che più un lavoratore sarà formato sulle misure da adottare, minore sarà il rischio in capo al datore di lavoro derivante dalla mancata / erronea attuazione delle medesime.

Importanza fondamentale assume, dunque, la formazione che il datore di lavoro eroga a favore del lavoratore avente ad oggetto gli specifici rischi connessi allo svolgimento di attività lavorativa in regime di Smartworking.

Condividi:

Contenuti dell'articolo

NEWSLETTER
Per non perderti le ultime novità legislative e i nostri migliori approfondimenti, iscriviti gratuitamente alla newsletter